Famiglie di api

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Le famiglie di Api

Ti stai chiedendo cosa sia una famiglia di api? Bene andiamo a vedere di cosa si tratta.

Devi sapere che una famiglia di api è costituita da un'unica regina, da molte operaie (femmine sterili a causa dell'inibizione di un feromone sprigionato dalla regina), da fuchi (maschi) e dalla covata (le uova che deposita la regina per riprodursi).

Un alveare è composto da un'unica famiglia che viene in gergo detta anche colonia.

Se vogliamo andare a vedere qualche dettaglio in più ogni famiglia è composta di un'ape regina, di migliaia da 10.000 a 60.000 api operaie, da alcune decine di fuchi api maschio

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Cenni storici sulle famiglie di Api

Per farti capire l'importanza che hanno le famiglia di api per la loro stessa sopravvivenza ti basti pensare che l'apicoltura è stata inventata per l'allevamento dell'ape domestica, dal latino apis mellifera, o per le zone asiatiche dell'ape indica (apis cerana).

Questo insetto per molti è considerato un esserino voltante fastidioso da cui star bene in guardia altrimenti il suo pungiglione può farti male e provocare infezioni o escoriazioni cutanee molto gravi.

In verità le api esistono da circa 4 milioni di anni. Nuovi studi hanno portato alla luce dei reperti fossili che hanno visto queste api possedere lo stesso aspetto che si presentano in natura.

Quindi tecnicamente stiamo parlando di un dinosauro. Allo stesso modo dei coccodrilli, altra e unica specie di animale che non ha subito mutazioni dall'era preistorica fino ai giorni d'oggi.

Ma ritornando alle nostre famiglie di api, volevamo farti capire quanto sia importante il ruolo delle api con questo aneddoto preistorico.

La loro longevità è data proprio dalla loro capacità di fare gruppo e di avere una gerarchia ben definita e severa dei proprio ruoli per poter portare avanti la specie.

Formando una famiglia di api, e quindi una colonia, all'interno di un alveare e riproducendosi in maniera naturale nei mesi che vanno da aprile a giugno.

In questo periodo è possibile la sciamatura naturale e successivamente a questa con la formazione di nuove famiglie di api, addirittura ci si può cimentare nella realizzazione di una sciamatura secondaria, ad opera di un apicoltore esperto, che possiede le caratteristiche per creare un nuovo nucleo all'interno della famiglia di api e spostarlo in una nuova colonia.

La nuova colonia dovrà essere ben distante da quella originale per evitare che le api tornino indietro causando lo spopolamento della famiglia di api appena creata in una nuova location.

Adattabilità delle famiglie di api a tutti gli ambienti

La cosa più sorprendente delle famiglie di api è la loro spaventosa adattabilità ad ogni condizione ambientale. È uno dei pochi esseri viventi a potersi ambientare a una varietà pressoché infinita di microclimi.

Tuttavia bisogna ammettere che la loro prosperità è data da fattori ben definiti che non tutti gli ambienti hanno.

Dunque ricapitolando le famiglie di api possono sopravvivere praticamente ovunque ma per riprodursi con costanza bisogna avere delle condizioni particolari.

Queste condizioni possono anche essere supportate dall'uomo. Anzi è prassi comune, come già detto in precedenza, che gli apicoltori approfittino di particolari momenti di stallo delle famiglie di api per provare a fare una o più sciamature secondarie e quindi tentando di raddoppiare o triplicare la riproduzione di api.

Tale processo però deve essere ben curato e assistito. L'inverno rigido è un punto debole per le api che utilizzano la buona stagione per fare provviste per l'inverno.

Se si procede alla sciamatura secondaria senza un adeguato supporto e controllo da parte dell'apicoltore si sarà generato un duplice danno: non solo avremo fallito nel tentativo di generare una nuova famiglia di api ma avremo anche indebolito lo sciame principale che si era adeguatamente preparato all'inverno per proprio conto così come sono abituate a fare da 4 milioni di anni.

Sopravvivenza delle famiglie di api

Come può sopravvivere nei secoli una famiglia di api? Molto semplice. Ogni famiglia di api ha un meccanismo rodato e insito nel proprio istinto. Ci sono gerarchie e procedure da rispettare all'interno degli alveari per far sì che le famiglie di api crescano e vivano in totale autonomia per lungo tempo.

Partiamo dalla base della riproduzione in ogni famiglia di api che si rispetti:

Ovviamente saprai già che è la regina a deporre le uova fecondate in una cella.

Non bisogna attendere molto per aspettare la nascita di una nuova ape. Appena tre giorni e le uova si schiudono.

A questo punto la larva appena nata viene alleva e nutrita con pappa reale che viene prodotto dalle api operaie attraverso delle ghiandole che hanno nella faringe.

La loro alimentazione cambia successivamente con polline e miele.

Nell'arco di 10 giorni la larva cresce a sufficienza e le api operaie provvedono a chiudere la cella da cui è uscita la larva che ormai può essere considerata una giovane ape pronta a far parte della loro famiglia.

Componenti delle famiglie delle api

Durante i documentari si parla quasi esclusivamente dell'ape regina e del suo ruolo predominante all'interno della famiglia delle api. Eppure ci sono altri ruoli non da meno che vorremmo elencarti qui di seguito. Sei pronto? Bene, andiamo a vedere qualche componente delle famose famiglie di api:

Ovviamente non possiamo non parlare in prima battuta delle api operaie. Le api operaie hanno dei molteplici ruoli all'interno della famiglia di api. Per dieci giorni è come si dice in gergo nutrice. Cioè provvede alla nutrizione delle larve come detto poco fa.

Compie questo ruolo da quando le uova si schiudono. Secernono pappa reale come ti abbiamo già spiegato prima e poi provvedono a fornire le piccole larve di polline e miele.

Il secondo ruolo che ha l'ape operaia all'interno della famiglia di api è quello di costruttrice.

In questo periodo, postumo alla nutrizione delle larve, l'ape operaia provvede a lavori di riqualificazione dell'alveare ampliando i favi che sono presenti al suo interno.

Oltre a questo compie anche il prezioso compito di trasformare il nettare in miele fonte primaria di alimentazione per le famiglie di api e per la creazione di cera per la costruzione e il mantenimento del proprio alveare.

Compie anche un'altra funzione molto importante. Sbatte le ali da ferma senza sosta. Come mai? È semplice. Le migliaia di api operaie insieme sbattendo le ali senza sosta contribuiscono alla regolazione termica del proprio habitat. In poche parole fungono da ventilatori.

Credi che sia finita qui? No. L'ape operaia all'interno della famiglia di api svolge un altro ruolo fondamentale quello di bottinatrice.

Non è una parolaccia, è il gergo proprio per definire l'ape operaia successivamente alla fase di costruttrice.

Abbandona l'alveare fino ad un massimo di 2 chilometri di raggio per trovare e riportare in alveare nettare, melata, polline, acqua e qualsiasi altro tipo di scorta alimentare che sia idonea al sostentamento di tutte le api per l'inverno.

Studi scientifici hanno dimostrato che l'ape operaia completa in questo modo il ciclo della propria vita: generalmente, muore per sfinimento al suo ultimo giro di ricognizione per trovare le scorte.

Oltre le api operaie

Altre api di cui possiamo parlare sono i fuchi.

Sono le api di sesso maschile. Sono nate da uova non fecondate. Si presentano all'aspetto più grandi delle operaie ma a differenza di queste ultime non hanno il pungiglione.

I fuchi non hanno alcuna utilità di tipo sociale all'interno dell'alveare se non quello di fecondare le giovani api regine. Fatto quello il loro ruolo è così limitante che addirittura devono essere imboccate dalle api operaie per mangiare a causa della loro lingua troppo corta.

Addirittura in alcuni casi non vengono nutriti per niente e scacciati dall'alveare oppure vengono fatti morire di sfinimento dopo la fecondazione.

Conclusioni sulle famiglie di api

Abbiamo visto alcuni tipi di api e soprattutto abbiamo capito che le famiglie di api, o altresì dette colonie, sono l'unico modo per le api per sostentarsi. Senza la loro gerarchia e società predefinita e femminista non potrebbero sopravvivere.

Abbiamo visto che le api operaie hanno un ruolo di rilievo e che invece i maschi, i fuchi, hanno un ruolo così marginale da essere addirittura lasciati a morire di fame o di freddo fuori dall'alveare.

La natura delle famiglie di api è così strana ma allo stesso tempo contempla una logica sociale che gli da ragione da oltre 4 milioni di anni. Nel corso dei secoli non ha mai subito una mutazione e si è adeguata ad ogni tipo di clima.

Noi apicoltori coltiviamo queste api da anni con passione e dedizione. Come puoi vedere quando osservi la natura e hai la fortuna di poterci lavorare per guadagnarti da vivere, la gratificazione che si ha è doppia.

Speriamo di averti trasmesso un po' della nostra passione per questi insetti meravigliosi.

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Nuclei di api

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Cosa sono i nuclei di api?

I nuclei di api sono la formazione di nuove colonie ad opera dell'uomo per poter aumentare il numero di api e quindi raddoppiare uno sciame.

Quando una famiglia di api viene sottoposta a sciamatura per consentirne la sopravvivenza viene preso uno sciame principale da cui viene presa e immessa un'ape regina all'interno di questa famiglia. Ovviamente la regina porta con sé tutte le api operaie.

Questo passaggio consente di generare un nuovo sciame. Tale procedimento può avvenire per sciamatura naturale o artificiale e quindi creata dall'uomo, in questo caso dall'apicoltore. In sostanza la creazione nuclei di api è un processo che prende spunto dalla mano dell'uomo e consiste nella generazione di una nuova colonia da uno sciame di api per poter moltiplicare le unità a disposizione per la produzione del miele o della cera.

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Vuoi sapere come facciamo a generare nuclei di api?

Come abbiamo appena accennato, i nuclei di api altro non sono che una nuova colonia di api. In totale all'interno di questi nuclei di api possiamo trovare unità necessarie per il trasporto di scorte alimentari, un'ape regina ben sviluppata (possibilmente con una covata già avvenuta) e una diramazione di favi ben sviluppata.

I favi sono le strutture composte da celle dove è solita deporre le uova la regina.

Maggiore è la durata di vita di questi nuclei di api maggiore è il suo valore. Perché vuol dire che al suo interno si stanno sviluppando altre api regine che sostituiscono quella vecchia dopo che due o tre covate l'abbiano resa esausta e impossibilitata a continuare la riproduzione.

La formazione di nuove colonie e di nuovi nuclei di api è già stato accennato quando abbiamo parlato della sciamatura e soprattutto è inerente con lo spostamento di sciami da un luogo ad un altro proprio per creare una nuova colonia.

Formazione di nuclei: vantaggi e svantaggi

I vantaggi che produce la formazione di nuove colonie sono molti e sono sicuramente molto maggiori degli svantaggi.

Tra i vantaggi più importanti ci sono decisamente il contemplamento di una sciamatura naturale poiché la formazione dei nuovi nuclei viene eseguita muovendo dei favi con covata e api dagli alveari che si preparano alla sciamatura.

Tale pratica, ricordiamo, indebolisce la colonia principale o sciame principale ma avendo già la presenza di api da poter sviluppare come regine sicuramente la probabilità di far rientrare questo allarme in breve tempo è molto elevata.

Un altro vantaggio da non sottovalutare è il rafforzamento della specie. Perché per la creazione di un nuovo nucleo di api le stesse inizieranno a costruire alveari sempre più forti, vigorosi e resistenti sintetizzando le informazioni in loro possesso per l'eliminazione di potenziali errori di ereditarietà quali una minore resistenza a patologie varie e una scarsa produttività.

Insomma questo tipo di produzione a catena sembra quasi avvenire come un computer che elabora informazioni con la massima precisione per ottenere il risultato migliore in tempi decisamente da record.

Questo processo di miglioramento della catena produttiva si tramuta a sua volta anche in un altro vantaggio per i nuclei di api e cioè quello di lavorare meno per ottenere un risultato di qualità piuttosto che di quantità.

I nuclei di api poi hanno il pregio di poter fare da rinforzo all'alveare principale, soprattutto se si indebolisce a causa della sciamatura.

Tra tutti i vantaggi quello del patrimonio genetico è forse il più importante e utile. Il rinnovamento e soprattutto, come detto poc'anzi, il miglioramento del patrimonio genetico è dovuto proprio alla formazione di nuclei di api. Migliore e maggiore è la produzione di nuclei di api maggiore e migliore sarà la qualità di miele e cera che ricaverai da essi in futuro.

Passiamo ora alle note dolenti e cioè gli svantaggi nella formazione di nuclei di api. Bene ricordiamo in primo luogo che la produzione di nuclei di api avviene grazie alla mano dell'uomo e quindi non è un processo naturale.

Questo avrai già capito comporta tutti gli svantaggi di una produzione artificiale come ad esempio una percentuale di durata della vita delle api inferiore al processo naturale e di conseguenza anche una produzione inferiore (sempre rapportando i dati ad un processo naturale).

Inoltre per evitare che alcune api possano ritornare nello sciame madre, è doveroso dover allontanare i nuovi nuclei di api ad una distanza notevole dalla colonia principale e quindi ad una distanza di almeno 2,5/3,5 chilometri. Più che uno svantaggio questa è una scomodità.

Ciò è necessario perché se un numero troppo elevato di api tornasse indietro allora avverrebbe una riduzione eccessiva del numero di unità del nucleo di api appena formato, rendendo praticamente impossibile la sua sopravvivenza nel prossimo futuro.

Le regole per una formazione di un nucleo di api che si rispetti

Per ottenere dei nuclei di api è sufficiente procedere con la sciamatura di una o più colonie di api. Di solito si prendono le più forti.

Per formare nuclei occorre rispettare alcune semplici regole:

  1. realizzare nuove colonie dopo la nascita di fuchi, api regine e di celle reali.
  2. le famiglie assegnate alla formazione dei nuclei di api devono essere seguite accuratamente nell'autunno precedente e in primavera che è il periodo in cui inizia a verificarsi la sciamatura naturale
  3. assistere la famiglia di api destinata al nuovo nucleo assicurandosi che non gli manchino mai scorte alimentari di ogni genere.
  4. utilizzare favi provenienti da più colonie, monitorando solo la pacifica convivenza tra essi.
  5. formare un nucleo di api di massimo 3 favi per evitare che le api sciamino a causa del sovraffollamento e seguano la regina durante la fecondazione. Questo specialmente se il nucleo è dotato di cella reale.
  6. in caso di produzione di nucleo di api dopo il periodo della sciamatura naturale, che di solito si chiude a giugno, deve avere una regina fecondata o al limite una cella reale (di solito si producono artificialmente dagli apicoltori).

Questa volta il numero di favi deve essere di almeno 4. Inutile dire che proprio perché il processo di produzione del nucleo sta avvenendo in un momento dell'anno insolito, le api devono essere costantemente monitorate e bisogna correre ai ripari in caso di problemi di ogni sorta. Proprio come facciamo noi.

Insomma avrai capito senz'altro che i nuclei di api non sono una passeggiata e che devono essere seguiti con passione e dura lena. In alcuni casi devono addirittura essere aiutati nel rifornimento dei viveri di sostegno.

In altri casi, poi, potrebbe verificarsi che abbiano bisogno di aiuto con l'innesto di altri favi in particolari condizioni. Questo maggiormente avviene per dare la possibilità alla regina di avere celle libere in cui depositare le uova.

Alla fine possiamo ritenerci soddisfatti quando alla fine del suo sviluppo, il nucleo di api creato contiene 5 favi tutti contenenti api adulte e ben sviluppate.

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Informazioni utili sulla Facelia - Phacelia Tanacetifolia

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Alcuni dati ed informazioni per quanto riguarda la Facelia - Phacelia Tanacetifolia

Quantità di seme per ettaro: 10/15kg

Periodo di semina: gennaio/maggio

La Facelia - Phacelia Tanacetifolia da quando viene seminata, esattamente 60 giorni dopo fiorisce a scalare per circa 20/30 giorni

La Facelia - Phacelia Tanacetifolia preferisce terreni forti, anche argillosi senza ristagni d'acqua

Letto di semina: il terreno dev'essere ben lavorato per 20cm ed è meglio se ha meno zolle possibili

La Facelia - Phacelia Tanacetifolia non teme la gelatura. Resiste fino a -7º di temperatura

La Facelia - Phacelia Tanacetifolia è bottinata dalle api in maniera assidua

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Sciami di api

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Oggi parliamo di sciami di api e del loro prezioso contributo che danno per generare ottimo miele e inserirsi in un ecosistema di cui beneficiano anche piante e alberi limitrofi ad essi.

In particolare quando parliamo di sciami di api i meno esperti pensano al classico alveare visto e rivisto in TV.

Mentre i più esperti pensano alla sciamatura, di cui andremo a parlare tra poco e ad un tipo di gestione degli insetti più mirata ed oculata.

Noi che siamo esperti del settore possiamo dunque illustrarti la sciamatura che è il modo con cui noi apicoltori aiutiamo le famiglie di api alla riproduzione.

Ma perché gli apicoltori dovrebbero mai provvedere ad aiutare la riproduzione degli sciami di api attraverso la sciamatura?

Presto detto. Le famiglie di api (non tutte) possono essere considerate come un unico organismo. Una unità a sé stante.

Questo perché un singolo individuo dello sciame delle api non è in grado di sopravvivere da solo. Morirebbe in pochissimo tempo senza potersi riprodurre e proseguire la generazione familiare.

sciami di api per sciamatura secondaria

Possiamo dunque parlare di sciame di api e di colonia di api. Una colonia viene efficacemente formata quando c'è un'ape regina.

Adesso ci addentriamo in un argomento un po' più tecnico e un po' più complicato riguardo gli sciami di api quindi speriamo di poterti dare quante più informazioni possibile nella maniera più chiara ed esaustiva che si possa avere.

Creazione di una colonia. Approfondimento sugli sciami di api

Avendo più di una famiglia di api, ne individuiamo una che chiameremo sciame primario, dove è presente l'ape regina più vecchia.

Adesso proveremo a formare una nuova colonia spostando l'ape regina e le api operaie nella famiglia che ancora deve svilupparsi a dovere.

Perché portarsi anche le api operaie?

Le api operaie hanno un ruolo fondamentale per sostenere l'ecosistema dello sciame. Sono quelle che fanno il lavoro sporco insomma.

Questo perché sono state in precedenza rese sterili dai feromoni inibitori della regina. Tuttavia questo può avvenire anche per coesione di colonie. Ma tralasciamo questo dettaglio.

La colonia adesso ha una nuova ape regina ma nel frattempo nello sciame di api principale abbiamo provveduto a far sviluppare una o addirittura più di una nuova ape regina che prenderà il posto della regina appena spostata.

Più api regine in uno sciame di api?

Assolutamente no! È una condizione che porterebbe al caos. È possibile però spostarle e lasciarne solo una in modo tale da poter avere due vantaggi:

  1. salvare lo sciame di api principale da cui siamo partiti.
  2. generare tanti sciami di api quanto il numero delle api regine che ci avanzano dallo sciame principale. Questo processo si chiama sciamatura secondaria.
  3. in presenza di una regina vecchia ci saranno un paio di cicli di riproduzione per allargare lo sciame di api e per iniziare ad allevare una nuova ape regina che la sostituirà quando sarà esausta dalle varie covate.
  4. in presenza di una regina nuova e quindi vergine (caso più idoneo per gli sciami secondari) se la regina dovesse malauguratamente essere uccisa lo sciame andrebbe davanti a morte certa perché la regina in quanto vergine non ha provveduto a generare una covata da cui sviluppare e allevare una seconda ape regina.

Vi è addirittura l'eventualità di creare una sciamatura terziaria ma è cosa di solito molto rara. Tra l'altro ogni sciamatura che viene eseguita porta ad un indebolimento dello sciame di api principale.

Quindi sarebbe meglio evitare una terza sciamatura.

Ad ogni modo queste sciamature secondarie posseggono ora una nuova ape regina vergine appena sviluppata dallo sciame principale. Poco male perché lo sciame secondario è ancora piccolo rispetto a quello principale.

sciami di api per sciamatura secondaria nucleo di api artificiale

Sciami di api naturali o artificiali?

Esistono entrambi i casi perché l'istinto delle api porta ad una sciamatura naturale in determinati periodi dell'anno. Parliamo da aprile a giugno di solito. In questo caso sono le api esploratrici a trovare un nuovo luogo in cui formare una nuova colonia. Trovato il punto tornano a chiamare lo sciame.

Ora ci sono due casi:

Ad ogni modo l'insediamento di una nuova colonia è avvenuto e quindi possiamo dire che il nostro sciame di api secondario è pronto per evolversi grazie alla cura di noi apicoltori.

Il processo naturale avviene in determinati periodi dell'anno come già ti abbiamo detto, mentre la sciamatura fatta dall'uomo che produce nuovi nuclei di api durante tutto l'anno è possibile a patto che l'apicoltore presti molta cura e dedizione a tale sciame di api.

Lo sciame di api principale si è ridotto per favorire la nascita di quello secondario e così facendo si è indebolito ma può contare su un rapido rinfoltimento delle proprie fila grazie all'ape regina.

A cosa servono dunque gli sciami di api?

Già, qual è il punto della vicenda? Beh considera che quando uno sciame passa da una colonia all'altra per costruire il suo alveare di cera produce e trasporta una quantità sorprendente di miele. Dal miele loro ricavano nutrimento e materiale primario per secernere la cera.

Ci sono poi altri passaggi più complicati che non stiamo a spiegarti. Sappi solo che gli sciami di api sono una risorsa indispensabile per la produzione di miele e di cera e sono parte integrante di un ecosistema a cui l'uomo deve fare solo attenzione che vada tutto per il verso giusto e fili tutto liscio come l'olio.

Fare l'apicoltore è una soddisfazione immensa e il solo studio dei comportamenti di questi insetti è uno stimolo quotidiano.

Adesso che hai tutte queste informazioni non vorresti produrre il tuo sciame di api e fare una sciamatura prendendo uno sciame principale per ricavarne uno secondario?

La natura alle volte ci mette davanti delle meraviglie indescrivibili che l'uomo non può fare altro che ammirare e contemplare. Per la nostra esperienza gli sciami di api sono uno di questi.

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Api regine ligustiche e api regine buckfast: le differenze

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Quali sono le differenze tra le api regine ligustiche e le api regine buckfast? Dal punto di vista anatomico, in estrema sintesi, le prime, dette anche api italiane, hanno un corpo particolarmente affusolato, peli particolarmente corti, addome di colore castano, righe dorate, una ligula della lunghezza compresa tra i 6,6 e i 6,3 mm e infine un indice cubitale tra 2,5 e 2,2.

Le api regine buckfast sono un ibrido, frutto dell’incrocio di fuchi del ceppo inglese e di una regina italiana. Come le api regine ligustiche sono docili, ma più prolifiche, di indole saccheggiatrice e forti nella deposizione della covata. Va detto, però, che queste api non sono propense a sciamare, non raccolgono molto miele e tendono a legare i favi con ponti cerei. La presenza di propoli sulle pareti interne dell’arnia complica la rimozione dei favi in fase di ispezione.

api regine ligustiche api regine buckfast

Le api regine ligustiche vengono allevate in nuclei di fecondazioni ampi con l’intento di permettere la capacità di deposizione della regina e l’eccellente qualità della covata. Selezioniamo le madri contraddistinte dalle migliori caratteristiche di produttività. Apicoltura la terza dispone di migliaia di alveari e assicura una selezione efficiente. Nella scelta delle madri, valutiamo anche le famiglie. Nella circostanza in cui non presentassero caratteristiche orientate alla produzione, va detto che nella maggior parte dei casi sono resistenti sia ai cambiamenti delle condizioni climatiche che alla resistenza alle malattie.

Sul primo aspetto, va detto che le api ligustiche si sono formate proprio sopravvivendo all’era delle glaciazioni, come sottospecie geneticamente diverse della Sicilia e della Spagna. Perciò, non deve sorprendere la loro adattabilità a vari climi, come quello temperato e quello subtropicale. Le api italiane, infatti, essendosi evolute nel clima mediterraneo, contraddistinto da temperature elevate, riescono a resistere anche agli inversi europei, particolarmente rigidi, e alle primavere più umide. Il

Inoltre, va detto che le api regine ligustiche offrono un’eccellente capacità nella gestione delle scorte, alla tendenza alla covata in autunno che aumenta il consumo di miele e al consumo di quantità di riserve notevoli nel corso dell’inverno.

Per quanto riguarda le api regine Buckfast, essendo un ibrido, occorre fare una selezione permanente. Di conseguenza, l’allevamento avviene in apiari a parte. Il livello di qualità delle regine, nel caso delle Buckfast, dipende dal tempo di maturazione dal periodo di allevamento, dal metodo di trasavo. Apicoltura Laterza preferisce il doppio trasavo, per consentire alle larve uno sviluppo di maggiore vigore.

Ricordiamo ai nostri lettori che Apicoltura Laterza è specializzato nella vendita di api regine ligustiche e Buckfast e nella produzione di pacchi d’api. Consegne in Italia e all’estero. Per maggiori informazioni sulle modalità di spedizione e sui prezzi, potete contattarci all’indirizzo di posta elettronica Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

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